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BALI (SILVIA)

febbraio 27, 2018

IMG_1049Bali, soprannominata “la terra degli dei”, è una piccola isola che offre ancora molto ai viaggiatori che si accingono a scoprirne i suoi molteplici lati, nonostante il turismo imperante, ormai risorsa principale dell’economia locale.

Una visita a Bali inizia dall’arrivo al suo piccolo aeroporto Ngurah Rai, situato nella parte più turistica e servita dell’isola. Il consiglio è di non allontanarsi troppo e cercare un alloggio nelle vicinanze, vista l’alta concentrazione di attività da svolgere e siti da visitare in questa zona, che è anche quella più densamente popolata nel periodo che corrisponde alla nostra estate.

Nonostante l’elevata presenza di molti europei, sono gli australiani che invadono continuamente Bali, per l’estrema vicinanza, la grande apertura al turismo che ha visto il rapido sviluppo di località balneari su misura per i vacanzieri ed il clima gradevole tutto l’anno, che regala una temperatura media di 27 gradi.

IMG_1027Per evitare le super affollate Kuta e Seminyak, prese d’assalto dai turisti, una valida alternativa potrebbe essere la più tranquilla Jimbaran, dove la massa è stata attesa, ma mai arrivata. A Jimbaran il tempo scorre più lento, lontano dalle grandi catene alberghiere e i centri commerciali pieni di negozi. Ci sono anche strutture di un certo livello, mescolate ad altre di un fascino retrò (hotel Sari Segara è un valido esempio: ottimo rapporto qualità prezzo, non molto frequentato proprio perchè dall’apparenza decadente, ma dotato di fascino coloniale). Questo ci fa intuire come negli anni passati la località si preparasse ad un’esplosione mai avvenuta, che piano piano le ha dato un tono dismesso ma nello stesso tempo l’ha preservata dall’invasione e dal caos che ne consegue.

Ma un’ invasione si verifica comunque tutte le sere, quando i chiringuitos sulla spiaggia, qui chiamati warung, alle cinque del pomeriggio cominciano ad allestire una distesa infinita di tavolini apparecchiati con tovaglie colorate, luci e festoni. Chi è appena sbarcato si chiede per chi stanno preparando tutto questo….e poi si intuisce: decine e decine di pullman stracarichi cominciano a sbarcare orde di turisti che arrivano dalle vicine località più rinomate per lo spettacolo della cena dei warung di Jimbaran, che si ripete tutte le sere. E davvero non si rimane delusi: quando finite le foto di rito tutti si accomodano sui tavolini in riva al mare, una festa multicolore ha inizio, le luci si accendono e dalle cucine indaffarate cominciano a uscire vassoi stracolmi di pesce fresco alla griglia, guarniti di salsine e verdure, a prezzi davvero convenienti.

IMG_1062E’ possibile anche gustare un’ottima aragosta per 60 euro in due, al lume di candela. E’ però consigliabile arrivare presto: il sole tramonta alle sei del pomeriggio e alle dieci tutto finisce, la spiaggia si spegne ritrovando la quiete persa, almeno fino al tramonto successivo.

Ed il mattino dopo la spiaggia non sembra la stessa: poche persone in giro ed a stento si riconoscono i warung-ristorante della sera prima. Alcuni di giorno offrono un servizio lettini e ombrelloni, chiamandoti per stenderti l’asciugamano e prepararti il pranzo che potrai gustare comodamente dalla tua postazione. Così, mentre fai conoscenza con i tuoi primi nasi goreng (riso saltato con verdure e pesce) o mie goreng (noodles saltati con verdure e pesce), ti puoi godere una giornata di perfetto relax, riparato sotto un ombrellone di paglia e osservando il mare che lentamente si ritira.

Jimbaran è la base ideale per visitare l’esclusiva penisola del Butik, dove è possibile intravedere la Bali di trent’anni fa, immersa nel verde e con poche strutture nascoste tra le baie incontaminate.

IM_1024Da Jimbaran è possibile contrattare un passaggio in taxi o noleggiare uno scooter e raggiungere in un’ora di viaggio la famosa baia di Padang Padang, resa celebre dal libro/film Mangia Prega Ama. Qui tantissime scimmie vi faranno compagnia, saltando sulla spiaggia dalle mangrovie della foresta retrostante.

Un’altra caletta molto carina è Bingin: al mattino ci si appollaia sugli scogli osservando le onde ed aspettando che il mare a poco a poco lasci posto alla spiaggia. Poi si può scegliere una delle tante terrazze-ristorante, adagiarsi sui comodi cuscini e rilassarsi all’ombra delle piante frondose, lasciando vagare lo sguardo sulle evoluzioni degli abili surfisti.

Non attardatevi troppo però, questa volta il tramonto è da ammirare da un’altra angolazione: il maestoso tempio Ulu Watu, costruito a picco sulla scogliera. Purtroppo anche qui è pieno di pullman di turisti che vengono per ammirare il tramonto e lo spettacolo di danza indonesiana. Con Ulu watu si comincia ad assaporare la grande spiritualità che impregna l’isola, l’unica dell’Indonesia rimasta hinduista, anche se con inflessioni buddiste e animiste che prevedono divinità autoctone, come gli dei della fertilità e del riso o i demoni che abitano nella profondità dell’oceano.

IMG_1053Una vacanza a Bali non è memorabile per il mare in sé stesso, che non è né trasparente né dai colori mozzafiato tipici delle isola tropicali: non si va a Bali per il mare, ma per l’atmosfera che si trova, divertente e caotica, festaiola e spirituale nello stesso tempo, colorata e animata, come i variopinti sarong che portano le donne, anche nelle case più modeste.

Silvia

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