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GUILCER E BARBAGIA: IL CUORE MAGICO DELLA SARDEGNA (SILVIA)

novembre 12, 2012

Appena alle spalle del Sinis, in provincia di Oristano, si estende un’area che, attraversando la pianura fino al lago Omodeo e inerpicandosi sulle pendici del Gennargentu, offre grandi tesori nascosti. La strada principale si snoda lungo la statale 131 che porta da Oristano a Nuoro, ma è consigliabile deviare per i paesini e compiere un tragitto più lungo ma ricco di sorprese.

Proporrei quindi di uscire nei pressi di Paulilatino, sede del pozzo di Santa Cristina, un antico pozzo sacro a forma triangolare, dove in particolari momenti dell’anno si riflette la luna, creando un effetto magico e di buon auspicio per i sacerdoti che compivano qui i loro riti sacri verso la Dea Madre. Il territorio visitabile è vasto e comprende anche dei nuraghe: la visita guidata dura un’ora ed è veramente interessante. Con lo stesso biglietto è possibile visitare anche il museo di Paulilatino della tradizione contadina sarda. Non lontano da qui il nuraghe Losa è uno dei nuraghI meglio conservato, con il tipico cono di pietre di basalto nero, dall’ uso ancora sconosciuto.

Un luogo dove alloggiare è sicuramente l’agriturismo Mandra Edera ad Abbasanta, un’oasi di tranquillità nel cuore del Guilcer, formata da bassi bungalow color pastello, un ottimo ristorante, un maneggio e una fantastica piscina. Se non riuscite a fermarvi a dormire vale sicuramente la pena di passarci almeno una giornata, prenotando una cavalcata al tramonto che vi condurrà ad esplorare la campagna circostante, nei sentieri che serpeggiano tra i muretti e i campi, nella brughiera profumata di mirto e lentisco. Attendendo la cavalcata, nelle torride ore pomeridiane è possibile oziare a bordo piscina, leggendo un buon libro, circondati dai cavalli che pascolano pigramente, brucando l’erbetta (rigorosamente a prato inglese quindi) e che si abbeverano nella piscina.

Sulla strada che da Abbasanta conduce a Ghilarza, capoluogo della zona, si incontrano delle strane costruzioni in basalto nero, lo stesso usato per i nuraghI. Queste sono le creazioni di un simpatico signore, Felicco Fadda, che un giorno ha deciso di costruire il suo personale nuraghe, e finito quello ha cominciato a creare con la pietra surreali opere d’arte, di impronta religiosa e non solo.

Il capoluogo, Ghilarza, ha diversi negozi, un bel mercato il lunedì mattina ricco di prodotti locali, e una torre aragonese ancora ben conservata.

Molto suggestivo il paesino di Boroneddu, li accanto, con il suo novenario di San Salvatore, meta di pellegrinaggio e immerso nella campagna, fatta di ortalizie e ulivi, pecore e pastori. Il novenario è un luogo sacro, presente in numerosi paesi, poco lontano dal centro abitato (circa 3 km), dove attorno a una chiesetta sorgono i murestenes, casette di pietra a un piano abitate per nove giorni all’anno durante la festa che precede il giorno del santo, per San Salvatore, i primi giorni di settembre. La festa è fatta di balli e canti, e si mangia il tipico maialetto.

Il lago Omodeo, poco distante, è artificiale e creato dalla diga sul fiume Tirso.

Interessante la chiesa di Zuri, di basalto rosso, interamente smontata e ricostruita sulla collina antistante, prima che il paesino fosse sommerso interamente dall’acqua che si raccoglieva nel bacino. Il lago è quindi pericoloso per nuotare e, anche se qualcuno sfida la sorte, tanti sono stati gli incidenti menzionati. E’ possibile attraversarlo in barca, ma d’estate è desolato, popolato ogni tanto da greggi di pecore che i pastori portano ad abbeverarsi.

Spingendo oltre il Guilcer, attraversando il lago Omodeo, si trova Bidonì con il suo originale museo della magia e delle antiche tradizioni della Sardegna, che grazie alla volontà di due intraprendenti studiose, narra di streghe e rimedi antichi, fatti di erbe e preghiere, leggende come le domus de janas (case delle fate visibili anche nella zona) e le tombe dei giganti (nate proprio come tombe, ma stranamente grandi) e talismani per il malocchio. La visita guidata e il poco affollamento permettono un approfondimento personalizzato, dove la disponibilità delle due guide è sicuramente preziosa….

Poco lontano, a Busachi ogni anno in agosto si tiene un grandissimo festival del folklore, dove si esibiscono gruppi danzanti in costume di tantissimi comuni dell’intera regione, e dopo ci si scatena nei passi del ballo sardo, tenendosi a braccetto per due, o tutti uniti per mano in sa danza. Al ritmo delle launeddas è impossibile non farsi coinvolgere e troverete un vecchio sardo, ma anche giovane, che si cimenterà ad insegnarvi i passi. Assaggiate il piatto locale su zucco, pasticcio di spaghetti con zafferano e formaggio.

Inerpicandosi sulle strade sempre più in salita si prosegue verso la rinomata Barbagia, dominata dal Gennargentu, sul quale si possono fare escursioni per raggiungere le vette, il Bruncu Spina a 1829 metri, dove d’inverno si scia, se nevica, o la punta La Marmora, punta più alta dell’isola, a 1834 metri. I sentieri sono semplici e con l’auto si arriva già molto in alto. Dalle vette la vista spazia a 360 gradi fino ai laghi circostanti e lontano sul mare.

Alle pendici del Gennargentu, il paesino di Tonara, è pieno di torronifici, che producono ottimo torrone locale.

In Barbagia meritano una visita anche i paesi di Mamoiada, rinomato per la costruzione della tipiche maschere di legno utilizzate nel carnevale, e Orgosolo, colorato da tantissimi murales che compaiono un po’ ovunque sui muri delle case e segno di protesta e denuncia sociale.

Consiglio di arrivare a Nuoro per la festa del Redentore, il 29 agosto, ed assistere a due giorni di sfilate in costume e danze popolari inaugurate dalla processione ai piedi della statua del Redentore in cima al monte Ortobene. Qui si trova anche un grazioso bed and breakfast dove alloggiare. Tutti i comuni che partecipano alla sfilata portano i propri costumi tradizionali, come i mammuttones, figura grottesca ricoperta di pelo di pecora, una maschera di legno sul volto e a volte anche campanelli. In alcuni casi viene riproposto il rituale, dove tutte le maschere in bianco colpiscono una che ricorda invece la bestia, che viene bastonata e simboleggia il male da allontanare.

A Nuoro è importante visitare anche la casa di Grazia Deledda, rimasta intatta con oggetti tradizionali dell’epoca e il museo d’arte moderna, che ospita importanti mostre temporanee.

Questo tragitto può occupare comodamente due settimane, per poi proseguire per una settimana di mare verso Orisei, lato est, o una settimana nel Sinis, lato ovest, pensando per esempio il tour al contrario, o più brevi gite di una giornata verso l’interno.

Se ti interessa la Sardegna leggi anche questo articolo: https://postinelmondo.wordpress.com/2012/08/29/sardegna-da-nord-a-sud-silvia/

 SILVIA

 

 

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3 commenti
  1. silvalo permalink

    https://www.facebook.com/pages/Somo-e-sa-maj%C3%A0rza/151221721641664?fref=ts

    seguendo questo link su facebook trovate indicazioni curiosità e foto del museo della magia di bidonì

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  2. Io son stato ad Aritzo, un paesino turistico ai piedi del “Gennargentu”. Un posto molto bello con molti precorsi per chi vuole fare trekking. Consiglio in loco l’hotel Sa Muvara, http://www.samuvarahotel.com.
    Buona cucina, belle camere e una piscina fantastica immersa nel verde.Comunque ritornerò per visitare anche gli altri paesi, la zona merita e sono tutti molto ospitali.

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