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TRE GIORNI A MALTA (SILVIA)

ottobre 29, 2012

Sono partita per il ponte del 2 giugno con volo e sistemazione prenotati tramite Expedia. Atterrata al porto di Lucas e noleggiata una macchina, mi sono diretta a St.Julian, cittadina piena di locali e ritrovo di tutti gli studenti che vengono a Malta per studiare l’inglese.

Il primo giorno è ideale per l’esplorazione dell’isola maggiore, Malta, con le mete più consigliate: la capitale La Valletta, il paesino di pescatori Marsaxlokk, le città più grandi Rabat e Mdina e le scogliere di Dingli

Si parte quindi alla scoperta di La valletta, molto vicina a St. Julian, per capire che è preceduta da un’altra cittadina, Floriana, dove ci sono per lo più uffici. Superata la porta d’entrata si entra nella città in cui si respira un clima multietnico e nello stesso tempo molto inglese, con la statua della regina Vittoria nella piazza davanti alla co-cattedrale di San Giovanni e i bastioni fortificati per difendere la città dagli attacchi dei saraceni. Dalle mura si ha una bellissima veduta sulle città di La vittoriosa e Senglea.

Le cittadine sono tutte fortificate e di colore ocra, predomina la costruzione in tufo tipica di alcune città siciliane come Palermo o arabe e marocchine. A La valletta è stato molto utile  vedere un filmano proiettato in tutte le lingue che si chiama Malta experience e illustra la storia di Malta nel susseguirsi delle molteplici conquiste, puniche, fenice, scandinave, arabe, siciliane, fino ai Cavalieri di Rodi e poi chiamati di Malta, che di ritorno dalle Crociate ne fecero la loro base.

La loro lingua è in effetti un misto di tanti idiomi, tra cui appunto anche il dialetto siciliano, e in effetti le coste della Sicilia sono raggiungibili in pochissimo tempo a bordo di un gommone.

Si prosegue per Marsaxlokk, paesino di pescatori famoso per i suoi pescherecci colorati tipici dell’isola. C’è un mercatino carino per comprare alcuni souvenir.

Non vedo una spiaggia per distendersi perché la costa è rocciosa; proseguendo  lungo il litorale si arriva fino a Pretty Bay, il cui paesaggio è però deturpato da una fabbrica sul mare.

L’esplorazione porta verso Rabat e Mdina, molto diverse tra loro: una è popolare e commerciale, l’altra invece è raffinata e molto curata, con case ben tenute con i glicini che si arrampicano sulle mura. La vista spazia all’infinito sulle cittadine sottostanti dove si distingue la grandissima chiesa di Mosta, veramente immensa, con diametro della cupola seconda solo a San Pietro.

Ho comprato una statuetta molto carina che rappresenta la sacerdotessa che incuba i sogni, rinvenuta nei reperti archeologici dell’isola, dove probabilmente si praticavano rituali di questo tipo.

Non lontano dalle due città, ci sono le scogliere di Dingli, ma la strada non asfaltata rende la gita un po’ difficoltosa, anche se lo spettacolo delle scogliere a picco sul mare, è veramente suggestivo.

II  secondo giorno è ideale per una gita a Gozo. Si prende il traghetto al porto Marfa port, che passa dall’altra piccola isola Comino, dall’aspetto brullo e poco accogliente. Si attracca  quindi al porto di Mgarr e ci si può dirigere subito verso Ramla bay per fare un po’ di mare e visitare la grotta di Calipso. E’ qui, infatti, che viene collocata una possibile dimora della ninfa che si innamorò e tenne prigioniero Ulisse nell’Odissea. La spiaggia è bellissima e in questo periodo c’è pochissima gente e il sole picchia davvero nonostante il vento. Per la grotta ci si deve inerpicare e scendere poi per un cunicolo a strapiombo sul mare. L’arrampicata è un po’ faticosa ma il paesaggio è meraviglioso con gli ulivi e la vegetazione bassa, e tantissimi fiori. Per entrare alla grotta di Calipso si passa per un giardino di rose, bellissimo, tutto fiorito, e ci si cala all’interno di un grotta deturpata da graffiti di vario genere ma la cui vista è spattacolare.

La gente che si incontra è ospitale e semplice, la faccia bruciata dal sole e scavata da rughe profonde, come se le avesse scavate il forte vento che tira continuamente.

Sempre in macchina ci si spinge fino all’altra parte dell’isola, a Dwejra, per ammirare il mare interno Inland sea e le costruzioni del vento nella roccia, che qui ha scavato invece solchi e modellato le rocce in modo particolare, anche il mare è burrascoso. Le rocce hanno nomi fantasiosi: fungus roch e crocodile rock, e l’azure window , una finestra nella roccia. Il paesaggio intorno è lunare.

 Il capoluogo, Victoria (Rabat nella lingua originale), non offre molto a parte un forte bellissimo dove nel periodo della mia visita stavano girando un film su Gesù, perché in effetti i posti brulli e le casette di tufo si prestano molto come atmosfera della Palestina e dal forte si ha una bellissima veduta sul panorama circostante.

L’ultimo traghetto delle 7 riporta a Malta e consiglio di fermarsi a mangiare sulla strada a Mellieha, in un vecchio mulino del ‘600, dove si gusta un buonissimo piatto di pesce, Il mitnha.

Il terzo giorno si può dedicare ancora a un po’ di mare a Golden bay nella parte nord occidentale dell’isola dove si trovano due insenature bellissime e un percorso che costeggia un promontorio roccioso e porta alla spiaggia di nudisti.

Poco distante da li c’è  il villaggio di Popey dove è stato girato il film, ma  bisogna pagare perché è un parco di divertimenti e sembra molto a misura di bambino.

In serata a St. Julian è possibile fare una passeggiata fino a Sliema, che sembra vicina ma in realtà dato che la costa è frastagliata ci si mette una buona mezz’ora. Sliema è consigliata per una puntatina ai negozi di stile più occidentale. St Julian, invece, è consigliata per il divertimento notturno anche se è molto giovane, per via delle vacanze studio per la lingua inglese.

Malta mi è piaciuta moltissimo, è piccola, ma ricca, si gira bene e grazie alla macchina è visitabile in poco tempo, anche se consiglierei almeno cinque giorni per goderla appieno.

SILVIA

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